La spesa pubblica degli enti locali per l'energia, prevalentemente energia termica ed illuminazione pubblica, spesso è nei primi posti per quantità nei bilanci comunali.Gli enti locali impossibilitati a investire nella sostituzione di impianti obsoleti, dai rendimenti calanti, sono costretti a subire l'aumento dei costi di consumo e manutenzione.

  • sfruttare al meglio la finanza di progetto (art. 153 del "Codice dei contratti pubblici"), che permette agli enti locali di utilizzare finanziamenti privati per la sostituzione degli impianti obsoleti, concedendo in cambio che essi rientrino del capitale investito attraverso la gestione dei servizi energetici (un canone concordato, ma sempre inferiore al costo dell'energia e delle manutenzioni attuali);

  • definire gli studi di fattibilità e i progetti preliminari per gli interventi di sostituzione e manutenzione degli impianti (riscaldamento, condizionamento ed illuminazione pubblica) da proporre in concessione a diversi gestori di energia o alle Associazioni Temporanee d'Impresa, ATI;

  • divenire una Esco (pubblica o in partecipazione con privati), per la gestione diretta dei contratti previsti dall'art. 153 del "Codice dei contratti pubblici" con il vantaggio di ottenere, durante l'attività di gestione volta al risparmio energetico, i TEE ( Titoli di Efficienza Energetica o Certificati Bianchi).